Arnesi dello scalpellino



Fino a quarant' anni fà arrivando nelle vicinanze di una cava si udiva come suono predominante il tintinnio dei martelli sugli attrezzi d'acciaio e il brontolio di qualche pistola ad aria compressa che preparava le cognare per tagliare le pietre. Oggi si sente il forte rumore delle seghe diamantate e delle bocciarde ad aria. Le cave si sono trasformate in moderni laboratori che producono opere perfette e lo scalpellino può lavorare solo grazie all'intenditore o realizzando lavori che le macchScalpellino in cavaine non possono fare come opus incertum, pavimentazioni con pietre spuntate, opere in facciavista, restauri su rustici rifacendosi agli originali. Nel periodo in cui s'udiva ancora il rumore dell'acciaio dei ponciotti e giandini, in altre parole i ferri che servivano per tagliare e per rifilare la pietra, erano spesso ricavati dall'acciaio degli assi dei camion poi forgiati e battuti e alla fine temperati per avere i requisiti adatti allo scalpellino. Le punte per la spuntatura della pietra erano delle verghe d'acciaio ottagonali di 17-18 mm di diametro, tagliate a pezzi poi forgiate, battute e temperate adeguando l'acciaio alla durezza della pietra. Gli scalpelli erano dello stesso genere delle punte ma predisposti a fine forgiatura con taglio. Oggi i pochi scalpellini rimasti utilizzano le punte temperate come una volta oppure usano le esagonali da muratore o quelle più dure con le punte in widia; i veri scalpellini s'improvvisavano fabbri forgiandosi, battendosi e temperandosi i propri attrezzi a secondo della pietra da lavorare. I giandini, scalpelli e bocciarde hanno ormai di solito placche in widia. I martelli utilizzati sono tipo mazzetta da 1 kg circa per i lavori comuni, più piccoli ma con la stessa forma per fare alto-basso rilievo, mazza da 5 kg circa per battere i ponciotti o cunei che tagliano le pietre. I manici dei martelli come da tradizione, erano ricavati solitamente dal legno di bagolaro o albero delle sassaie (Celtis Australis), visto le sue qualità di durezza ed elasticità. I rami venivano tagliati e lasciati riposare per un paio d'anni e poi lavorati secondo l'impugnatura desiderata.